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Coltivare le orchidee

Le orchidee sono piante molto ammirate,  molto amate, ma spesso ingiustamente considerate difficili da coltivare. In realtà alcune specie sono piuttosto facili e possono vivere bene in appartamento, a condizione  di rispettare alcune esigenze di base e di assecondare la loro natura, diversa rispetto alle comuni piante  tropicali domestiche. Solo in questo modo sarà possibile ottenere il dono più ambito: la loro meravigliosa fioritura.

Le specie facili, da appartamento La famiglia botanica delle Orchidacee  è presente in tutto il mondo e comprende quasi 30.000  diverse specie, alcune rarissime, altre piuttosto comuni ma difficilissime da coltivare.

I collezionisti appassionati che dispongono di ambienti idonei (serre con luce e temperatura severamente e regolarmente controllate) possono sperimentare la coltivazione di diverse orchidee.  Disponendo solo delle comuni condizioni di un appartamento, la scelta si riduce sensibilmente e resta sostanzialmente circoscritta a poche specie che sono però molto belle, come la Phalaenopsis dalle corolle simili a farfalle tropicali, i Cimbydium con molti fiori disposti su ogni stelo, le Vanda, le Miltonia, le Cattleya, i Paphiopedilum, gli Oncidium e i Dendrobium. Di tutte queste specie esistono numerose varietà ibride, diverse per colore, forma e dimensione. In linea di massima, tutte hanno in comune l’esigenza di molta luce ma non sole diretto, di elevata  umidità atmosferica e di temperature miti e stabili.

Sono molte  le specie di orchidea  che tollerano  bene la vita  in appartamento. Importante è soprattutto  garantire loro una temperatura  adeguata e costante.

Consigli di coltivazione

Esistono decine di migliaia di varietà e ibridi, il che rende impossibile codificare le regole di base. Si può però tracciare un elenco di consigli generali, validi per le specie  più comuni.

● Substrato di coltivazione. Molti collezionisti si dedicano alla coltivazione di orchidee tropicali, in gran parte epifite: nelle loro terre d’origine vivono sugli alberi, non come parassite bensì affondando le radici nei residui vegetali che si accumulano alla biforcazione dei rami. Questo fattore indica subito un’esigenza di base: il terriccio deve essere molto aerato,  composto da torba grossolana mescolata a pezzi di corteccia, una percentuale di terriccio fertile e una componente inorganica (per esempio perlite o pezzetti di polistirolo) che garantisca elevato drenaggio e perfetta respirazione radicale.

I terricci pronti per orchidee hanno  una composizione di questo tipo.

● Irrigazione e umidità.

Le orchidee più comuni hanno bisogno di molta umidità atmosferica (in natura assorbono acqua  con le radici aeree),  ma temono moltissimo i ristagni idrici in primavera (fase di sviluppo), se tenuti all’aperto, possono richiedere  acqua quotidianamente, anche due volte al giorno; si passa poi a irrigazioni ogni 10 o 15 giorni in inverno, all’interno, verificando l’umidità del substrato ogni 2 giorni per intervenire quando esso appare del tutto asciutto.

● Esposizione e luminosità. La maggior parte delle specie  tropicali (Cattleya, Phalaenopsis, Vanda...) richiede molta luce filtrata (mai raggi solari diretti), posizione lontana  da fonti di calore (i termosifoni accesi sono i veri nemici di queste piante) e riparo dalle correnti d’aria fredde, capaci di bloccare la fioritura e far cadere  i boccioli.

● Cure per le piante  in fiore. Sono poche e semplici: mantenere temperatura e luce costanti, rispettando le regole di irrigazione

radicali. Sono inoltre molto sensibili  al rapporto tra temperatura e umidità: più la temperatura è bassa, minore deve essere l’umidità e viceversa. Per favorire l’umidità atmosferica è consigliabile  posare  il vaso di orchidee su uno strato di argilla espansa, da mantenere sempre  bagnata. Si irriga il substrato quando è asciutto, avendo cura di eliminare dopo mezzora l’acqua che rimane nel sottovaso. I grandi esemplari  di Cymbidium

La serra per le orchidee

Avere una serra  per orchidee  (orchidario)  sembra,  a molti appassionati, un sogno irrealizzabile. In realtà  un piccolo mondo riservato a queste creature tropicali può essere creato in una stanza molto luminosa o in una serra in vetro dotata di sistema di riscaldamento, arieggiamento e possibilità di ombreggiamento per proteggere  le piante dai raggi solari anche in inverno quando necessario.

Nell’orchidario si possono creare  le condizioni  per le specie che richiedono una serra temperata. Temperature di 26-28 °C, con escursioni di circa 10 °C tra  giorno e notte,  sono la condizione ideale per esempio per le Cattleya. A temperature più alte (fino a 30-32 °C) si coltivano bene le Phalaenopsis e altre specie originarie di foreste  equatoriali calde.

Alle piante con boccioli in formazione ogni 15-20 giorni si può fornire concime del tipo per orchidee o un fertilizzante generico di matrice organica a bassa salinità,  solo dopo che il substrato risulta già ben inumidito, per evitare stress radicali.

La concimazione si effettua poi da aprile a giugno anche per gli esemplari  che hanno terminato la fioritura.

● Rinvaso. Necessario  solo quando le radici sono uscite dal contenitore; in linea di massima le orchidee gradiscono contenitori piuttosto piccoli in rapporto alla dimensione della pianta. Normalmente si rinvasano ogni 2-3 anni cambiando completamente il substrato.

● Avversità. Oltre a parassiti come le cocciniglie e alle malattie  fungine, spesso legate a errori di coltivazione (umidità eccessiva, scarsa circolazione d’aria), un problema frequente è quello delle fisiopatie, danni cioè provocati da eccessi o difetti di luce solare (che brucia il fogliame), temperature (evitare bruschi cambiamenti e forti escursioni termiche fra giorno e notte) o fertilizzanti, da usare con moderazione.

Le orchidee in casa e all’aperto

Un vano scale non riscaldato né gelido, molto luminoso e senza correnti d’aria, è idoneo per le specie  che gradiscono un inverno al fresco, come i Cymbidium. In casa  occorre individuare zone molto luminose (non soleggiate o riparate da tende  chiare), nelle quali sia possibile mantenere l’umidità con frequenti vaporizzazioni o utilizzando un umidificatore per ambienti  domestici. In primavera ed estate le orchidee gradiscono stare in terrazzo o giardino, in posizioni luminose, ombreggiate e arieggiate, vaporizzando spesso il fogliame quando il clima è molto secco, caldo o troppo ventilato.

Le esigenze di base delle orchidee più comuni

Specie Temperatura Luce

Cattleya Media (max 26-27 °C) Da media   a intensa Cymbidium Medio-bassa, anche in esterni Intensa Dendrobium Medio-bassa in inverno Intensa

Oncidium Calda in estate,  fresca in inverno Da media   a intensa Paphiopedilum Medio-alta Tenue, filtrata Phalaenopsis Medio-alta (fino a 28 °C in estate) Media

Vanda Media Intensa,  filtrata

Nota: ognuna di queste  specie è reperibile  in numerose varietà  e ibridi, che presentano talvolta esigenze molto diverse dalla specie-tipo.

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