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Rose, le star del giardino

Difficile immaginare un giardino senza rose. Questa pianta antichissima, coltivata fin dal più remoto passato, è stata declinata in mille forme e colori, perché ottenere nuove varietà è relativamente facile rispetto ad altre specie ornamentali. Robustissima e adattabile, può crescere quasi ovunque, ma è importante scegliere il tipo giusto.

Le rose sono in vendita in vaso oppure con le radici protette da segatura e terriccio, in sacchetti in plastica. Le prime possono essere messe a dimora in qualsiasi periodo, con la sola esclusione dei momenti di caldo intenso o di gelo; le seconde vanno piantate nel periodo di riposo vegetativo (febbraiomarzo).

In genere, le rose accettano un terreno anche calcareo o argilloso, purché esposto al sole e arricchito con concimi organici; vanno irrigate regolarmente, ma senza eccessi. Non solo per i fiori La scelta è vastissima e dipende dal risultato che si desidera ottenere. È dunque fondamentale, prima di acquistare una rosa, documentarsi sulle sue caratteristiche: portamento, durata della fioritura, dimensioni che può raggiungere da adulta. Le rose antiche e botaniche sono affascinanti e spesso profumatissime, ma fioriscono quasi tutte solo una volta (maggio-giugno).

Le rose rifiorenti, spesso prive di profumo, hanno invece la peculiarità di produrre boccioli fino all'autunno inoltrato. Recentemente sono tornate di moda le rose a fiore semplice, che rispecchiano il rinnovato interesse per il giardino naturale e romantico.

È importante considerare l'aspetto della rosa anche quando non è in fiore. Alcune specie e varietà hanno fogliame lucido e folto, altre, come Rosa rubrifolia, producono rami rossi molto decorativi in inverno, altre regalano bellissime bacche rosse o arancioni. Per ogni necessità

Le rose sarmentose e rampicanti, adatte per rivestire muri, salire sui tronchi degli alberi o rivestire una pergola, richiedono un supporto robusto sul quale appoggiarsi. È bene scegliere varietà vigorose e longeve, ma vanno potate ogni anno: se lasciate che la vegetazione salga molto in alto, gestirle potrebbe poi diventare problematico. Tra le varietà interessanti, da segnalare la Pierre de Ronsard, con bei fiori sferici, rifiorente, la Clair Matin, dal bellissimo fogliame, e Rosa banksiae, che fiorisce già in aprile ed è molto vigorosa, quasi senza spine, poco soggetta ad ammalarsi.

Le varietà tappezzanti e ricadenti (come Sea Foam, dal portamento folto, basso e allargato) sono utili per coprire scarpate o zone scoscese. Altre rose (per esempio Sevillana o Sally Holmes) formano siepi impenetrabili e spinose, alte fino a 2 metri. Altre creano graziose bordure basse, di facile cura (Tesorino, dai fiori rosa). Ogni anno i vivaisti ne propongono di nuove, perché si tratta di tipologie molto richieste (anche per il verde pubblico e stradale), dal momento che hanno pochissime esigenze di manutenzione.
Le rose possono crescere solo in vasi grandi e profondi almeno 40-50 centimetri. Fanno eccezione le varietà lillipuziane o miniatura, adatte anche a contenitori di modesta dimensione, se irrigate regolarmente.

Le rose da bacca

Alcuni rosai regalano vistosi frutti intensamente colorati, che rimangono a lungo sui rami in autunno. Rosa moyesii e Rosa spinosissima, le varietà Penelope e Ballerina, le Rosa rugosa e gli ibridi di Rosa moschata offrono bacche splendide e numerosissime. In vaso, la rosa cinese Minima produce fiori rosa molto graziosi seguiti da frutti simili a piccole perle rosse.

Potare le rose

Ogni gruppo di specie e varietà ha esigenze specifiche, ma esistono alcune regole generali:
- la potatura va effettuata in riposo vegetativo,generalmente a febbraio;
- il taglio deve essere leggermente obliquo, circa 6 millimetri al di sopra di una gemma che punta verso l'esterno;
- ogni anno si devono togliere tutti i rami malati, spezzati, deboli o incrociati fra loro, allo scopo di mantenere una forma armoniosa e una buona circolazione d'aria all'interno della chioma;
- i polloni, rami verdi e robusti che nascono sotto il punto di innesto, vanno tagliati subito perché assorbono inutilmente energia dall'apparato radicale.

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